Ortodonzia a Cesena: malocclusioni e piani di trattamento

Di che cosa si occupa l’ortodonzia

L’ortodonzia è la branca dell’odontoiatria che studia la posizione dei denti e i rapporti fra le due arcate. Il suo campo non è soltanto estetico: le malocclusioni, cioè le situazioni in cui le arcate non ingranano in modo corretto, incidono sulla masticazione e sulla distribuzione dei carichi durante la chiusura, in alcuni casi sulla fonazione, e rendono più difficile l’igiene quotidiana, perché i denti affollati o sovrapposti trattengono la placca.

La valutazione in età pediatrica

Nei bambini le anomalie di sviluppo delle ossa mascellari possono essere riconosciute prima che la dentatura permanente sia completa. Per questo la prima valutazione ortodontica viene collocata intorno ai sei anni, quando compaiono i primi molari permanenti e lo scheletro facciale è ancora in crescita. Intervenire in questa fase, con quella che si definisce ortodonzia intercettiva, permette di guidare lo sviluppo delle arcate anziché correggerne il risultato in seguito: è la ragione per cui nei bambini si utilizzano spesso apparecchi mobili o espansori, e non un allineamento dente per dente. Presso lo Studio Dentistico AeD, centro specializzato in Ortodonzia Cesena, come negli altri centri che si occupano di questa disciplina, la valutazione precoce viene indicata come parte del percorso.

I dispositivi e i tempi

  • gli apparecchi fissi, con attacchi incollati ai denti e un filo che li collega, agiscono in modo continuo;
  • gli apparecchi mobili e gli espansori si usano soprattutto in età evolutiva e richiedono la collaborazione del paziente sul tempo di utilizzo;
  • gli allineatori trasparenti sono mascherine sostituite a intervalli regolari, indicate per una parte dei casi e non per tutti.

La durata del trattamento dipende dal quadro di partenza e dall’età, e si misura in mesi o in anni. Al termine è prevista una fase di contenzione, perché i denti tendono a spostarsi verso la posizione originaria se non vengono stabilizzati.

Igiene durante il trattamento

Con un apparecchio fisso in bocca la rimozione della placca diventa più laboriosa: servono scovolini, spazzolini specifici e controlli di igiene più ravvicinati, perché intorno agli attacchi si formano con facilità aree di demineralizzazione dello smalto. Ogni indicazione resta comunque legata al singolo caso: la scelta del dispositivo e dei tempi si basa sull’esame clinico e sugli esami radiografici, non su criteri generali.